Prologo iniziale
Il film non si apre con il classico testo scorrevole dei capitoli principali di Star Wars. Al suo posto compare un breve prologo testuale statico, su sfondo stellato, che colloca subito la vicenda dopo la caduta dell’Impero.
Il testo iniziale comunica, in sostanza, che l’Impero Galattico è caduto, ma che ex signori della guerra imperiali restano sparsi nella galassia e tramano per favorire il ritorno dell’Impero. La giovane Nuova Repubblica ha iniziato a riunificare la galassia, ma nell’Orlo Esterno, ancora senza legge, il Mandaloriano e il suo giovane apprendista Grogu lavorano per dare la caccia a questi fuggitivi imperiali.
Questa introduzione prepara subito il ruolo dei protagonisti: Din Djarin e Grogu non sono semplicemente in viaggio per conto proprio, ma agiscono come collaboratori esterni della Nuova Repubblica in un periodo ancora instabile, in cui la pace conquistata dopo la caduta dell’Impero è fragile e incompleta.
Cornice narrativa
Il film è ambientato nell’era della Nuova Repubblica, dopo la caduta dell’Impero. Din Djarin e Grogu sono ormai una coppia operativa stabile: Din continua ad agire come cacciatore di taglie e collaboratore esterno del nuovo governo, mentre Grogu non è più soltanto il bambino da proteggere, ma un apprendista mandaloriano che viene portato direttamente sul campo.
La storia funziona come un’avventura relativamente autonoma, ma anche come un passaggio di crescita per Grogu. Il piccolo comincia infatti ad assumersi responsabilità concrete e, nel corso della vicenda, arriva a restituire al padre l’aiuto e la protezione che per anni ha ricevuto da lui.
Il mancato uso del classico opening crawl cambia subito il tono dell’avventura: meno solennità da episodio numerato della saga e più racconto laterale ambientato nell’epoca della Nuova Repubblica.
Apertura sul pianeta ghiacciato
Dopo il prologo testuale, la vicenda si sposta su un pianeta ghiacciato. Le fonti non confermano con certezza se si tratti di Hoth oppure no. Su questo mondo, un signore della guerra imperiale locale pretende tributi dalla popolazione, dichiarando di offrire protezione e ribadendo più volte la propria fedeltà all’Impero.
Din Djarin entra in scena quasi come una presenza fantasma. Si muove nell’ombra, elimina gli snowtrooper e poi appare apertamente nella sua armatura lucida. Grogu partecipa all’azione intervenendo contro bersagli e avversari più adatti alla sua taglia.
La sequenza prosegue prima in corridoio e poi all’aperto. Qui compaiono tre AT-AT, che danno immediatamente al film una scala più grande rispetto alla serie televisiva. Il signore della guerra imperiale tenta anche la fuga con un piccolo veicolo, o escape pod, collegato al mezzo imperiale.
Mando e Grogu riescono ad avere la meglio. Collaborano contro i camminatori e Grogu batte anche sul casco del padre per avvertirlo di un’esplosione imminente. Alla fine il signore della guerra muore nello schianto del suo veicolo.
Dopo la battaglia, Din e Grogu vengono recuperati da Zeb Orrelios a bordo di un U-Wing.
La missione della Nuova Repubblica
La storia si sposta quindi ad Adelphi Base, avamposto della Nuova Repubblica nell’Orlo Esterno. Qui la colonnella Ward riorienta la missione di Din. L’obiettivo finale è rintracciare il warlord imperiale Commander Coin, ma per ottenere le informazioni necessarie la Nuova Repubblica deve prima soddisfare una richiesta dei Gemelli Hutt.
Din deve ritrovare Rotta, figlio di Jabba e suo erede, dato per disperso e apparentemente finito nelle mani di un’organizzazione criminale. Come anticipo sul lavoro, Ward consegna a Din un nuovo Razor Crest.
Nal Hutta e i Gemelli Hutt
Din accetta l’incarico con riluttanza e vola innanzitutto a Nal Hutta, mondo degli Hutt. Il pianeta viene descritto come un ambiente dalla forte dominante verde, umido e dominato dai palazzi del potere hutt.
I Gemelli Hutt occupano un palazzo sontuoso e vengono rappresentati con voci basse e minacciose. Per spiegare la missione, mostrano a Din e Grogu un ologramma del piccolo Rotta, quasi identico all’aspetto che aveva in The Clone Wars.
La pista conduce poi Din e Grogu a Shakari, una luna-città ispirata alla Chicago del proibizionismo. L’atmosfera è da gangster movie e anche la colonna sonora si allontana dal consueto immaginario musicale di Star Wars, assumendo un tono più hip-hop e techno.
Shakari e Hugo Durant
Su Shakari, Din cerca informazioni presso Hugo Durant, un cuoco Ardenniano doppiato da Martin Scorsese. Hugo è proprietario di un piccolo chiosco volante ed è ben informato sul sottobosco criminale locale.
Grazie a lui, Din arriva al cuore del secondo grande blocco narrativo: l’arena in cui combatte Rotta.
La verità su Rotta
La rivelazione è netta: Rotta non è un ostaggio passivo. È diventato un Hutt adulto, muscoloso e combattente, molto più fisico rispetto all’immagine tradizionale di Jabba. Porta anche il tatuaggio ad ancora del clan sul retro della testa.
Rotta è una star dei combattimenti. Si mostra gentile con Grogu, parla anche in Basic e ripete soprattutto di voler uscire dall’ombra del padre con la propria forza. Vuole guadagnarsi la libertà da solo, senza essere definito soltanto come il figlio di Jabba.
Il salt bar di Lord Janu
Din prova inizialmente con la negoziazione. Entra nel salt bar di Lord Janu e la scena si trasforma in un classico scontro da cantina western. Mando abbatte gli sgherri, arriva a spezzare il corno di un Iktotchi e poi si confronta direttamente con Janu.
Lord Janu ha l’aria di un boss criminale pieno di hobby mostruosi e di creature domestiche esibite come trofei. Rifiuta però di liberare Rotta.
Din passa allora all’azione diretta. Raggiunge Rotta e tenta di tirarlo fuori, ma Rotta non gli crede. Ai suoi occhi Din è soltanto un altro emissario del mondo criminale da cui lui sta cercando di emanciparsi.
Rotta fa scattare la sicurezza. Grogu viene neutralizzato dagli uomini di Janu e Din finisce nell’arena.
Il dejarik match nell’arena
Nell’arena, il film costruisce uno dei suoi momenti più riconoscibili: un dejarik match portato nel mondo reale. Il pavimento è una scacchiera che richiama l’ologramma del Millennium Falcon in A New Hope, e le creature che assalgono Rotta sono le versioni viventi dei pezzi del gioco.
Din sconfigge Rotta, ma si rifiuta di ucciderlo. A quel punto Janu aumenta la posta e allaga l’arena di mostri, costringendo Din e Rotta a fare fronte comune contro la trappola organizzata per loro.
Il caos su Shakari
Nel caos successivo, Rotta manda in tilt i sistemi di sicurezza. Gli animali si riversano fuori dall’arena e l’azione dilaga nelle strade di Shakari.
Grogu si lancia all’inseguimento nella sua culla volante, mostrandosi molto più attivo del solito. Anche Zeb entra davvero in partita.
Solo una volta risaliti sul Razor Crest emerge il nocciolo nascosto della vicenda. Rotta rivela a Din che i Gemelli Hutt non vogliono salvarlo, ma eliminarlo. Lui è infatti l’unico erede legittimo abbastanza forte da minacciare il loro potere sul cartello.
Rotta aggiunge poi la rivelazione centrale: Lord Janu e Commander Coin sono la stessa persona.
Din sceglie di credergli. Con l’aiuto di Zeb assalta la tenuta di Janu, lo arresta e, durante l’azione, Grogu contribuisce al caos toccando i comandi sbagliati della nuova nave del padre. Janu viene infine consegnato a Ward e alla Nuova Repubblica.
Il momento più domestico su Nevarro
Dopo la cattura di Janu, il film abbassa il ritmo e si prende un momento più domestico. Rotta gioca con Grogu sulla spiaggia e poi raggiunge Din su Nevarro.
Su Nevarro, Din coinvolge quattro Anzellani per lavorare sul Razor Crest. I quattro si chiamano Minch, Bai, Keeto e Clang.
Din organizza inoltre per Rotta una fuga clandestina a bordo di un Turtle Tanker messo a disposizione da un gunrunner. Prima di separarsi, Rotta lascia a Grogu un piccolo regalo: dei macarons turchesi, richiamando un motivo già visto nella serie.
La separazione è volutamente malinconica. Rotta guarda il rapporto fra Din e Grogu con nostalgia, come se vedesse davanti a sé il tipo di legame familiare che lui non ha mai avuto.
La rappresaglia degli Hutt
La rappresaglia scatta di notte. Il cacciatore di taglie Embo, personaggio ripescato da The Clone Wars, arriva alla casa di Din, lo sconfigge e lo rapisce per conto degli Hutt.
Grogu e gli Anzellani lo inseguono immediatamente su una navetta minuscola.
Intanto il film scopre tutte le carte: i Gemelli Hutt hanno già ripreso Rotta e intendono torturarlo lentamente per tempi smisurati. Din viene umiliato davanti a loro, privato del casco e gettato attraverso una botola in una fossa dove lo aspetta un dragonsnake albino.
Il parallelo con Jabba, la botola e il rancor di Return of the Jedi è esplicito.
Grogu salva Din
Grogu e gli Anzellani riescono a intervenire all’ultimo momento. Grogu arriva persino a lanciare un ordigno dentro il recinto della creatura per aiutare il padre a uscire vivo.
Din però viene comunque ferito e avvelenato quasi a morte. La navetta degli Anzellani è troppo piccola per trasportarlo, così Din ordina agli altri di andarsene. Grogu, però, sceglie di restare indietro.
Questa diventa la parte più emotiva del film: Grogu diventa il custode di Din. Cammina nelle paludi con un bastone, si ferma a meditare sopra un ramo in una posa quasi yodiana, cerca da mangiare e cerca una cura.
Alla fine incontra un abitante delle paludi. Nella trama viene indicato come un “friendly fisherman”, mentre i materiali ufficiali lo identificano come Gatori, un tranquillo swamp-dweller di Nal Hutta.
Gatori fornisce a Grogu il cibo e soprattutto il poultice, cioè l’antidoto o impacco curativo, che salva Din.
Il ritorno al palazzo
Una volta guarito, Din sceglie di non fuggire. Sa che i Gemelli Hutt continuerebbero comunque a inseguire lui e Grogu.
Decide quindi di tornare al palazzo per chiudere la questione una volta per tutte. Si arma per l’assalto e tra le armi che raccoglie c’è anche un nuovo fucile Amban.
L’ultimo blocco del film è un assedio attraverso droidi di sicurezza, porte sfondate, guardie del palazzo e giganteschi droidi. Dietro le quinte, questi droidi sono stati animati con il contributo dello studio di Phil Tippett.
In questa fase Grogu non è più soltanto una mascotte. Usa la Forza in modo attivo e riesce anche a calmare l’anooba Keibu, la compagna animale di Embo.
Lo scontro finale
Mentre Din duella con Embo, Grogu libera Rotta.
Rotta si scaglia contro i Gemelli Hutt. Durante la colluttazione, Rotta, i Gemelli e lo stesso Embo precipitano verso la fossa del dragonsnake.
Grogu salva Rotta con la Forza. Embo riesce a sganciarsi e a scappare in un tunnel. I Gemelli Hutt, invece, vengono divorati vivi dalla creatura.
L’arrivo della Nuova Repubblica
A quel punto arriva la cavalleria repubblicana. Ward, in tuta arancione da pilota di X-wing, guida una squadriglia che comprende Carson Teva, Trapper Wolf, Jib Dodger e Garrett Sal.
L’intervento della Nuova Repubblica fa saltare il complesso e annienta l’armata di droidi del palazzo.
La fuga finale di Din, Grogu e Rotta include anche un salto dal palazzo che richiama Butch Cassidy and the Sundance Kid. Subito dopo, Zeb li recupera.
Conclusione
A battaglia conclusa, Ward chiarisce che Janu, cioè Commander Coin, e i Gemelli Hutt stavano collaborando. Dai loro traffici filtravano anche informazioni verso gli imperiali.
Rotta, ormai libero sia da Janu sia dai Gemelli Hutt, prende una decisione sorprendente: sceglie di restare con la Nuova Repubblica.
Din continua a definirsi un “independent contractor”, cioè un collaboratore indipendente, ma Ward ormai lo considera di fatto uno dei suoi.
L’ultima immagine davvero importante del film non è uno sparo, ma un gesto familiare. Dopo aver passato l’intera avventura a impedire a Grogu di toccare i comandi, Din lo mette sulle proprie ginocchia e gli insegna a pilotare il Razor Crest fino al salto nell’iperspazio.
Il film finisce con Din che mette Grogu sulle proprie ginocchia e gli insegna a pilotare il Razor Crest fino al salto nell’iperspazio.
Dopo questa scena iniziano i titoli di coda. Non ci sono scene aggiuntive durante i titoli e non c’è nessuna scena dopo i titoli di coda: il film termina definitivamente con il salto nell’iperspazio e poi proseguono solo i titoli e la musica.
Dettagli visivi confermati
I dettagli visivi più solidi per immaginare il film come una sorta di audiodescrizione scritta sono i seguenti: l’apertura senza crawl ma con testo orientativo; il pianeta iniziale innevato con snowtrooper, corridoi, AT-AT e fuga imperiale; Adelphi Base come avamposto operativo della Nuova Repubblica; Nal Hutta come mondo umido e verdastro dominato dai palazzi Hutt; Shakari come luna urbana da gangster movie anni proibizionismo; Rotta come Hutt adulto, atletico e gladiatorio, con il tatuaggio di clan sulla nuca; Nevarro come homestead con paddock e persino blurrg; le paludi di Nal Hutta come spazio fangoso e verticale in cui Grogu, con bastone e meditazione, assume il ruolo del protettore; e il palazzo finale come un ambiente pieno di droidi, guardie Amani, creature da arena, anooba e mostri da fossa.
Gli Anzellani che aiutano Grogu sono identificati come Minch, Bai, Keeto e Clang.