Andy vent’anni dopo
Vent’anni dopo gli eventi del primo film, Andrea “Andy” Sachs non è più la giovane assistente inesperta che arrivava a Runway senza sapere distinguere davvero il mondo della moda dal resto del giornalismo. Ha lasciato da tempo l’orbita di Miranda Priestly ed è diventata una giornalista affermata, con un percorso più coerente con ciò che desiderava quando aveva abbandonato Runway. Lavora al New York Vanguard, dove ha costruito una carriera rispettata, anche se non particolarmente ricca.
La sua vita, però, non è quella di una professionista ormai sistemata e al sicuro. Andy continua a vivere in un appartamento modesto, con problemi quotidiani molto concreti, come un rubinetto che fa uscire acqua marrone finché non lo si colpisce. È più adulta, più sicura professionalmente e più consapevole di sé, ma resta vulnerabile davanti all’instabilità del mondo del lavoro.
C’è anche una fragilità personale: Andy ha congelato gli ovuli e vorrebbe avere figli, ma teme di non essere mai abbastanza stabile economicamente e professionalmente da poterli “scongelare” e costruire una famiglia. Questa informazione la rende diversa dalla ragazza del primo film: adesso non deve solo capire chi vuole diventare, ma anche se potrà davvero permettersi la vita che immagina.
La sua situazione precipita quando il giornale per cui lavora chiude improvvisamente e la redazione viene licenziata. Il licenziamento arriva in modo freddo e impersonale, deciso dall’alto, senza vera considerazione per chi lavora lì. Andy si ritrova così davanti a una realtà molto diversa da quella del primo film: non è più una ragazza che deve scegliere tra ambizione e integrità, ma una donna adulta che ha fatto le scelte “giuste” e si ritrova comunque precaria.
Runway è in crisi
Nel frattempo anche Runway non è più la macchina perfetta di un tempo. La rivista è ancora diretta da Miranda Priestly, ma il suo mondo si sta sgretolando. La carta stampata è in crisi, i lettori si sono spostati online, gli inserzionisti sono più difficili da convincere e i contenuti devono funzionare anche come video brevi, post social e materiale virale.
La rivista, un tempo simbolo di autorità assoluta nel gusto e nella moda, deve ora competere con influencer, algoritmi, intelligenza artificiale e contenuti veloci. Nigel Kipling, rimasto al fianco di Miranda, continua a occuparsi dell’identità visiva e creativa del marchio, ma anche lui appare come un elegante sopravvissuto di un’epoca ormai quasi finita.
Runway è anche in difficoltà per uno scandalo specifico: ha pubblicato un pezzo troppo promozionale su un marchio coinvolto nello sfruttamento del lavoro in fabbrica. La rivista ha bisogno di recuperare credibilità, perché rischia di apparire complice di un sistema del lusso sempre più distante dalle persone comuni e dalle condizioni reali di produzione.
Per questo Irv Ravitz, presidente di Runway, impone a Miranda di richiamare Andy e di darle il ruolo di features editor, cioè responsabile dei contenuti giornalistici più seri della rivista. Miranda non è contenta: non vuole Andy, non vuole essere controllata o corretta da lei e soprattutto non vuole ammettere che proprio l’ex assistente che anni prima le era sfuggita possa ora essere utile a salvare Runway.
Andy torna a Runway
Andy torna così nel luogo da cui era fuggita. Il ritorno è teso. Miranda all’inizio finge quasi di non ricordarla o comunque la tratta con freddezza. Arriva perfino a sperare nel suo fallimento. Ma il film mostra subito che Miranda non è più onnipotente come nel 2006: è ancora tagliente, autoritaria e temuta, ma il mondo del lavoro è cambiato.
Le risorse umane, le nuove sensibilità sui comportamenti tossici e la crisi economica hanno ridotto il margine di manovra di Miranda. In una scena comica e simbolica, Miranda è costretta ad appendersi il cappotto da sola, gesto che per chiunque sarebbe normale, ma per lei equivale quasi a una caduta dell’impero.
Dentro Runway, Andy trova anche nuove figure. Amari Mari, interpretata da Simone Ashley, è una delle nuove assistenti di Miranda: non è una semplice copia di Emily, ma una giovane professionista molto preparata, sicura di sé, con una vera cultura del mondo in cui lavora e con il compito di proteggere Miranda e gestire la macchina Runway in una forma più moderna.
C’è poi Charlie, un altro assistente, più dolce e meno spietato, felice di essere lì, quasi un fan del mondo Runway e di Nigel. Jin, invece, lavora con Andy e viene descritta come una figura affamata e ambiziosa, in qualche modo speculare alla Andy giovane del primo film: una persona che vuole emergere e che collabora con Andy per trovare soluzioni creative.
Andy prova a portare dentro Runway articoli seri e contenuti più rispettabili, ma si scontra subito con la realtà: i suoi pezzi sono importanti, però vengono letti poco. La rivista ha bisogno di credibilità, ma il mercato chiede contenuti rapidi, immagini, video e viralità. Andy capisce così che salvare il giornalismo non basta, se il sistema intorno non sembra più interessato a leggerlo.
Lily, Peter e la nuova vita privata di Andy
In questa fase Andy ritrova anche Lily, l’amica del primo film. Lily qui appare più supportiva rispetto al vecchio gruppo di amici tanto criticato negli anni. Nota che il nuovo stipendio di Andy a Runway è molto più alto e le dice che vorrebbe vederla finalmente vivere nell’appartamento che merita. Andy però risponde con inquietudine: “Per quanto?” Il punto è che anche un buon lavoro non le dà più sicurezza.
La vita sentimentale di Andy ruota invece intorno a Peter, interpretato da Patrick Brammall. Peter è australiano, concreto, con un’origine più umile, intelligente e dotato di una forte etica del lavoro. Non viene costruito come un nuovo Nate: non le chiede di rinunciare alla carriera, non la rimprovera perché lavora troppo e anzi legge i suoi articoli.
Però il suo mestiere, legato a ristrutturazioni e trasformazioni immobiliari, diventa per Andy un punto sensibile. Quando Runway rischia di essere svuotata e rivenduta, Andy finirà per sfogare su Peter la rabbia contro un sistema che prende luoghi, lavori e identità, li svuota e li riconfeziona per venderli meglio.
Il confronto con Emily a Dior
Dopo lo scandalo sul marchio accusato di sfruttamento, Miranda deve recuperare la fiducia degli inserzionisti. Tra i più importanti c’è Dior, dove ora lavora Emily Charlton. Emily non è più la prima assistente di Miranda: è diventata una dirigente di alto livello, potente, elegante e pienamente inserita nel sistema del lusso.
Andy la ritrova in occasione della ristrutturazione del flagship store Dior di New York, un negozio enorme e lussuosissimo su Madison Avenue, con quattro piani, reparti uomo e donna, una Dior Maison boutique e il primo Dior Spa negli Stati Uniti. Emily appare ormai come una figura del lusso più elitario: ha potere, lo esercita, e si diverte a farlo.
Il loro incontro riapre anche questioni personali. Emily è ancora sarcastica, teatrale, insicura e ossessionata dall’essere iconica. Quando rivede Andy, emerge anche il tema della vita non vissuta: Andy racconta con ironia di aver vissuto fuori New York per anni, di non essersi sposata, di non aver trovato la persona giusta e di avere “i figli” in uno studio medico sulla 85ª strada, precisando poi che si tratta degli ovuli congelati.
Tra Andy ed Emily sembra nascere una possibile alleanza adulta. Non sono più due assistenti in competizione per l’approvazione di Miranda. Ma sotto la superficie resta qualcosa di irrisolto: Emily porta ancora addosso il risentimento per ciò che Miranda le ha tolto o impedito.
Runway prova a rilanciarsi
Mentre Andy cerca di ridare spessore ai contenuti, Runway prova a rilanciarsi anche attraverso l’immagine pubblica. La rivista include una “lettera dell’editore” firmata da Miranda, in cui si parla di primavera, reinvenzione, potere, modernità e umanità. È una lettera molto “da Miranda”: elegante, controllata, piena di parole come visione, rinnovamento e trasformazione.
In questa cornice si colloca il grande gala di Runway, ambientato al Natural History Museum, con un tappeto cerulean e un tema primaverile legato ai fiori. Il richiamo al “cerulean” è chiaramente un omaggio al monologo più famoso del primo film. Miranda arriva in un abito rosso molto potente, Nigel la accoglie sul tappeto cerulean e tra gli ospiti compaiono figure come Ashley Graham e Ciara.
La funzione del gala non è solo decorativa: serve a dimostrare che Runway è ancora un marchio vivo, ancora capace di attrarre celebrità, moda e attenzione. È una rivista in crisi che prova a comportarsi come se fosse ancora il centro del mondo.
Tra i dettagli secondari c’è anche una scena che ricrea il Met Gala e cita un custom Balenciaga realizzato da Pierpaolo Piccioli. Il sequel punta molto sul riconoscimento del mondo reale della moda, con citazioni, cameo e abiti pensati per essere discussi anche fuori dal film.
Un altro momento laterale ma significativo riguarda una scena negli Hamptons. Andy riceve un invito che la manda in crisi, saccheggia il guardaroba moda di Runway, prende una valigia piena di vestiti firmati e poi arriva all’evento addirittura in pullman. Alla cena compaiono nomi come Tina Brown, Jon Batiste e il capo di Elias-Clarke. La scena mostra la distanza assurda tra la vita reale di Andy, ancora economicamente insicura, e il mondo di lusso in cui deve muoversi per lavoro.
Nel film c’è anche un cameo di Amelia Dimoldenberg. Non è centrale per la trama, ma rientra nella strategia del sequel di riempire il mondo di Runway di presenze riconoscibili, ospiti, figure pop e riferimenti contemporanei.
Andy ottiene l’intervista a Sasha Barnes
A questo punto Andy ottiene una grande occasione: intervistare Sasha Barnes, ex moglie di Benji Barnes, miliardario tecnologico della Silicon Valley. Sasha è una donna molto riservata e difficile da raggiungere. Andy riesce comunque a ottenere l’intervista, e questo diventa il suo primo vero successo nel nuovo ruolo a Runway.
Il film richiama ironicamente il fatto che Andy, già nel primo film, fosse riuscita a procurare i manoscritti dell’ultimo Harry Potter per le gemelle di Miranda: quando deve ottenere qualcosa di impossibile, Andy sa ancora farlo.
Sasha non è solo una miliardaria utile alla trama. Viene descritta come una donna che, dopo momenti difficili e un rapporto complicato con Benji, vuole usare la sua ricchezza per fare qualcosa di utile. È legata alla filantropia, vuole aiutare donne e ragazze, finanziare progetti, nutrire e vestire il mondo, almeno secondo la visione elegante e idealizzata del film.
Nell’intervista rivela anche di essere fidanzata con Karl Müller, un pilota di Formula 1 conosciuto a un evento benefico legato alla ricostruzione dopo le alluvioni in Texas. Questo fidanzamento diventa lo scoop che rilancia Runway e rafforza la posizione di Andy dentro la rivista.
Nel mondo del film viene richiamato anche James Holt, lo stilista del primo film. Si racconta che ha venduto il suo marchio, si è dedicato anche all’alpinismo e poi è tornato con una linea di outerwear su misura chiamata JH. È un dettaglio non essenziale, ma interessante perché riporta nel sequel un pezzo del vecchio mondo creativo del primo film: lo stilista vero, artigianale, un po’ geniale, contrapposto alla moda sempre più industriale, lussuosa e inaccessibile.
Irv promette una promozione a Miranda
Il successo dell’intervista a Sasha sembra dare nuova forza a Runway. Irv Ravitz, presidente della rivista, vede nella presenza di Andy e nel rilancio editoriale una possibile salvezza. Per questo promette a Miranda una promozione importante: diventare responsabile globale dei contenuti del gruppo.
Per Miranda sarebbe un riconoscimento decisivo. Significherebbe non solo conservare il potere su Runway, ma estenderlo a un livello superiore. Per un momento sembra che la rivista possa uscire dalla crisi e che Miranda possa vincere ancora una volta.
La morte di Irv cambia tutto
Prima che la promozione venga formalizzata, però, Irv muore. La sua morte cambia completamente gli equilibri. Al suo posto arriva il figlio Jay Ravitz, interpretato da B. J. Novak. Jay non ha nessun legame affettivo con Runway, nessuna passione per la moda e nessuna venerazione per Miranda.
Jay rappresenta il nuovo potere aziendale. Viene presentato come uno che indossa costoso abbigliamento tecnico-sportivo, cosa che dice molto del personaggio: vuole apparire moderno, comodo, dinamico, sempre “in movimento”. Porta consulenti, tagli, linguaggio manageriale e un’idea di efficienza che non tiene conto delle persone. Andy li definisce quasi come becchini.
Jay mette in pausa la promozione di Miranda, riduce budget e privilegi, fa volare Miranda in economy e la costringe persino a mangiare nella mensa aziendale. Miranda vive questa fase come un’umiliazione. Non perde del tutto il controllo, ma si vede che la sua posizione è molto più fragile: è ancora al vertice, ma sente un terremoto sotto i piedi.
Stuart, il marito di Miranda
In questa fase entra anche in gioco Stuart, il nuovo marito di Miranda, interpretato da Kenneth Branagh. Non è un personaggio centrale quanto Andy, Miranda, Emily o Nigel, ma aggiunge una sfumatura alla vita privata di Miranda.
Stuart è un artista, un musicista, suona il violino e compone. Ha avuto problemi personali e Miranda sembra averlo aiutato. Appare come un uomo indipendente, che non ha bisogno di Miranda nello stesso modo degli altri uomini e che per questo lei può rispettare o trovare interessante. In una battuta significativa, ricorda a Miranda che i cattivi sono sempre i più interessanti.
Milano Fashion Week
La crisi arriva al culmine durante la Milano Fashion Week. Runway organizza un grande evento che potrebbe essere uno degli ultimi momenti davvero gloriosi della rivista. Nigel prepara tutto con la cura e l’eleganza di sempre, e all’evento partecipa anche Lady Gaga. Gaga compare nel film e nella colonna sonora sono collegati a lei anche brani originali legati al mondo di Runway.
L’atmosfera è spettacolare ma malinconica. La moda, la musica, gli abiti e gli ospiti servono a coprire una fragilità profonda: sotto la superficie scintillante, Runway rischia di morire. Tutto sembra ancora bellissimo, ma il pubblico sa che la rivista potrebbe essere smantellata da un momento all’altro.
Andy cerca un compratore per Runway
Per salvare Runway dai tagli di Jay, Andy elabora un piano: trovare un compratore ricchissimo disposto ad acquistare la rivista. La soluzione sembra essere Benji Barnes, ex marito di Sasha e attuale fidanzato di Emily.
Benji, interpretato da Justin Theroux, è un miliardario tecnologico: brillante, strano, ridicolo e inquietante insieme. Non sembra sempre avere tutte le rotelle al posto giusto, ma quando parla di ciò che conosce diventa lucidissimo e perfino spaventoso.
Emily sembra aiutare Andy a convincere Benji. Per un momento pare che stia collaborando per salvare Runway e impedire i licenziamenti. Andy crede di avere trovato un’alleata proprio nella persona che, anni prima, era stata la sua rivale più diretta.
Miranda scopre il tradimento di Emily
Quando Andy ed Emily rivelano il piano a Miranda, lei capisce subito tutto. Emily non vuole solo aiutare Runway: vuole usare Benji per comprare la rivista e sostituire Miranda. Il suo piano non è altruistico; è una vendetta.
Emily vuole dimostrare di poter diventare ciò che Miranda non le ha mai permesso di essere. Arriva anche a immaginarsi al vertice della rivista e il suo ego emerge persino nell’idea di mettersi in copertina. Il tradimento è doloroso perché Andy aveva creduto nella possibilità di una nuova alleanza, mentre Miranda intuisce immediatamente il rancore nascosto dietro la proposta.
Miranda affronta Emily e le dice una delle frasi più dure del film: Emily non è una visionaria, è una venditrice. È una battuta crudele, perché colpisce il punto più sensibile di Emily: lei ama la moda, il potere e il prestigio, ma Miranda non la considera capace di vera visione creativa.
Benji rivela la sua idea di futuro
Benji, però, è ancora più pericoloso di Emily. A una cena di gala, espone a Miranda la sua idea di futuro dominato dall’intelligenza artificiale. Non si limita a voler comprare Runway: vuole trasformarla secondo una logica in cui tradizioni, mestieri, giornalismo, gusto e lavoro umano possono essere sacrificati.
Il suo discorso ruota intorno all’idea che il futuro arrivi e che il nostro compito sia lasciargli prendere ciò che vuole. Per Miranda, che pure è sempre stata spietata, questa visione è intollerabile. Miranda può essere crudele, ma crede ancora nella competenza, nella selezione, nel gusto e nella tradizione. Benji, invece, vede tutto come materiale da ottimizzare.
C’è anche un dettaglio satirico su di lui: ha l’idea assurda di mandare un razzo verso il sole chiamandolo Icarus. È una battuta che serve a farlo sembrare un tipico miliardario tecnologico pieno di ambizione, visioni grandiose e scarsissima autoconsapevolezza.
A questo punto il film chiarisce che il vero antagonista non è semplicemente Miranda, né solo Emily, Jay o Benji. Miranda resta “il diavolo”, ma non è più il mostro peggiore del racconto. Il vero nemico è un sistema: avidità aziendale, tagli, sostituzione del giornalismo con il “contenuto”, tecnologia usata per cancellare il lavoro umano, moda trasformata in lusso irraggiungibile e cultura trattata come un prodotto da svuotare e rivendere.
Miranda chiede ad Andy di trovare un altro acquirente
Per impedire che Runway finisca nelle mani di Benji ed Emily, Miranda incarica Andy di trovare un acquirente alternativo. Andy torna allora da Sasha Barnes, la donna che aveva intervistato e che grazie a quell’intervista era tornata al centro dell’attenzione pubblica.
Sasha decide di intervenire. Supera l’offerta dell’ex marito Benji, compra la rivista e impedisce che Runway finisca nelle mani di chi la trasformerebbe in un prodotto tecnologico senz’anima. Così salva la testata, blocca il piano di Emily e permette a Miranda di ottenere la promozione che Irv le aveva promesso.
La vittoria, però, non è completamente ingenua. Sasha appare migliore di Benji, perché vuole proteggere qualcosa di umano e culturale, ma resta comunque una miliardaria. Miranda sa che un proprietario benevolo può essere benevolo solo “per ora”. Il film non finge che basti una ricca filantropa per risolvere la crisi del giornalismo: Runway viene salvata, ma il mondo che l’ha quasi distrutta resta intatto.
Nigel viene finalmente valorizzato
Durante la crisi milanese, Nigel ottiene una chiusura emotiva importante. Miranda deve allontanarsi dall’evento per gestire la situazione legata a Emily e Benji. Andy le fa capire che ha dato Nigel per scontato per troppo tempo.
Miranda allora lascia a Nigel il centro della scena e gli permette di rappresentare Runway davanti al mondo della moda. È una sorta di riparazione simbolica del tradimento del primo film, quando Miranda aveva sacrificato il futuro professionale di Nigel per salvare se stessa.
Più avanti viene rivelato che era stato proprio Nigel, e non Irv, a volere Andy di nuovo a Runway. È lui che aveva capito che Andy poteva aiutare la rivista a ritrovare credibilità e dignità. Questo dettaglio rende Nigel non solo il fedele braccio destro di Miranda, ma anche una figura morale silenziosa: ha sempre visto in Andy qualcosa che il mondo di Runway tendeva a sottovalutare.
Andy e Peter si allontanano
Nel frattempo la vita privata di Andy risente di tutto ciò che sta accadendo. Durante il viaggio in Italia, lei e Peter si prendono una pausa. Andy è assorbita dalla possibilità di perdere di nuovo il lavoro, dal tentativo di salvare Runway e dalla paura che tutto ciò che costruisce possa crollare da un momento all’altro.
In un momento di tensione, Andy finisce per ferire Peter perché proietta su di lui la sua rabbia contro un sistema che distrugge, ristruttura e rivende tutto. Però il film non trasforma Peter nel cattivo romantico: è più un personaggio di equilibrio, anche se resta quasi accessorio rispetto alla vera storia d’amore del film, che è quella tra Andy e il lavoro.
Emily perde tutto, ma non viene distrutta
Dopo il fallimento del piano, Emily esce sconfitta. Non riesce a prendere Runway, Benji la lascia e il suo sogno di sostituire Miranda crolla. Nel finale appare ridimensionata, con un nuovo colore di capelli biondo e un lavoro da Coach, molto meno prestigioso rispetto al suo ruolo a Dior.
Il film però non la distrugge. Emily incontra Andy, riconosce di aver sbagliato e le due riescono a ricucire. Andy le dice che tutti sbagliano e le ricorda che è iconica anche senza un uomo e senza il potere di Miranda. La loro riconciliazione passa anche da una scena in cui condividono carboidrati, dettaglio volutamente ironico per personaggi legati a un mondo ossessionato dal controllo dell’immagine.
Andy torna da Peter
Anche il rapporto tra Andy e Peter trova una forma di ricomposizione. Dopo la pausa e le tensioni, Andy torna da lui con una consapevolezza più adulta. Non gli promette una perfezione impossibile, ma gli dice che possono essere imperfetti insieme.
Questa chiusura distingue Peter da Nate: Peter non le chiede di scegliere tra amore e carriera, non la punisce per la sua ambizione e non la umilia. La difficoltà non nasce dal fatto che Andy lavori troppo, ma dal tentativo di restare umani dentro un sistema professionale che tende a divorare tutto.
Il libro su Miranda
Nel film ci sono anche Mack e Tessa. Mack è un ex collega di Andy rimasto senza lavoro, che lei assume per scrivere a Runway. Tessa, interpretata da Rachel Bloom, è invece un’editor che spinge Andy a scrivere un libro-rivelazione su Miranda. Si parla di una proposta molto ricca, circa 350.000 dollari.
Questo progetto mette Andy davanti a un altro dilemma: raccontare la verità su Miranda significherebbe forse tradirla, ma anche fare esattamente il lavoro giornalistico che Andy dice di voler difendere.
Quando Miranda scopre o intuisce il progetto del libro, non reagisce nel modo più prevedibile. Non licenzia Andy, non la distrugge e non cerca di impedirglielo. Le dice invece di scrivere tutto, anche le parti peggiori, perché le persone devono sapere che una carriera come la sua ha un costo.
È uno dei momenti più ambigui del film: Miranda sembra più consapevole dei danni che ha fatto, ma allo stesso tempo sa che anche un libro critico può alimentare la sua leggenda. Non diventa buona, non viene redenta nel senso classico, ma diventa più lucida. Sa di appartenere a un mondo che sta finendo, sa di essere stata crudele e sa che il potere che ha costruito ha avuto un costo per gli altri e per lei stessa.
Il nuovo equilibrio finale
Alla fine Andy resta a Runway. Miranda le dà un ufficio migliore e le riconosce di averle restituito qualcosa: l’idealismo di Andy l’ha spinta a combattere per la rivista, invece di lasciarla morire o consegnarla a Benji e Jay.
Andy non torna a essere un’assistente sottomessa; resta una giornalista adulta, capace di sfidare Miranda, di aiutarla e di giudicarla allo stesso tempo. Miranda, dal canto suo, torna al lavoro con rinnovata autorità, ma non è più esattamente la stessa del primo film. È ancora il diavolo, ma ora sa di poter perdere.
Il finale vede Runway salva, almeno per il momento. Sasha compra la rivista, Miranda ottiene la promozione promessa, Andy mantiene il suo ruolo, Nigel viene finalmente valorizzato, Emily fallisce ma non viene annientata, Peter e Andy si riavvicinano, Benji viene sconfitto e Jay perde il controllo della situazione.
Non c’è una scena post-credit: il film si chiude senza un’aggiunta dopo i titoli. Il finale vero resta quello della rivista salvata e del nuovo equilibrio tra Miranda e Andy.
Il senso complessivo del film
Il tono complessivo del sequel è più morbido e più riconciliatorio rispetto al primo. Il racconto lo presenta quasi come un passaggio da “nemiche” ad “amiche”: Andy perdona, ricuce, non volta le spalle nemmeno a chi l’ha ferita. Il film insiste meno sulla pura crudeltà e più sulla sopravvivenza emotiva e professionale delle donne dentro un sistema che le mette continuamente l’una contro l’altra.
Rispetto al primo film, qui il centro non è più solo “Andy deve salvarsi da Miranda”. Il centro diventa: che cosa resta del giornalismo, della moda e dell’ambizione femminile quando il mondo che prometteva successo, prestigio e identità si sta dissolvendo? Andy ha fatto carriera, ma non è al sicuro. Miranda è ancora potente, ma non è più intoccabile. Emily ha ottenuto status, ma non ha guarito la ferita originaria. Nigel è rimasto fedele, ma ha pagato anni di invisibilità. Runway è salva, ma solo grazie a una miliardaria.
In sostanza, Il diavolo veste Prada 2 racconta che il vecchio diavolo, Miranda Priestly, era crudele ma aveva una visione. Il nuovo mondo, fatto di tagli, algoritmi, AI, miliardari tech, lusso irraggiungibile e contenuti usa e getta, rischia invece di non avere nemmeno quella. Miranda resta il diavolo, ma questa volta il film suggerisce che il vero inferno non è lei: è un sistema che consuma creatività, lavoro, giornalismo, moda e persone, e poi li sostituisce con qualcosa di più efficiente, più redditizio e molto meno umano.