Prologo – Daytona e il fantasma del 1993
Il film si apre con lampi dell’incidente che nel 1993 distrusse la carriera del promettente Sonny Hayes. Oggi vive da nomade delle corse e, dopo il consueto rituale (panino burro d’arachidi, viso nell’acqua ghiacciata, trazioni nel furgone), vince la 24 Ore di Daytona al volante di una Porsche 911 GT3 R sulle note di “Whole Lotta Love”. Rifiuta però l’ingaggio stabile offertogli da Chip Hart.
Ritorno in Formula 1
In lavanderia Sonny ritrova Rubén Cervantes, ora proprietario dell’APXGP: la scuderia è ultima e verrà venduta se non otterrà una vittoria. Per lealtà Sonny accetta di correre accanto al talentuoso ma arrogante rookie Joshua Pearce.
A Silverstone conosce il team principal Kaspar Smolinski, la direttrice tecnica Kate McKenna e il resto della squadra.
Al test iniziale la tecnologia lo travolge, si schianta, ma il suo feedback convince tutti a confermarlo.
Prime gare: collisione a Silverstone e svolta ungherese
Al GP di Gran Bretagna i pit-stop disastrosi e un ordine di scuderia ignorato provocano la collisione Sonny-Joshua e il doppio ritiro.
In Ungheria Sonny provoca deliberatamente una safety-car in stile “Crashgate”: Joshua entra in zona punti, l’astio si attenua e i due si scambiano metodi di lavoro mentre con Kate nascono aggiornamenti “da combattimento” che irrobustiscono la monoposto.
Monza, Spa e fratture riaperte
Sotto la pioggia di Monza Sonny consiglia le slick, Joshua ignora l’avviso, si schianta tentando di superare Verstappen e Sonny lo salva dalle fiamme. Joshua salta tre gare.
Al rientro di Spa, guidato dall’orgoglio, causa un nuovo contatto che elimina Sonny e riapre la rivalità.
Las Vegas – poker, sabotaggio e licenziamento
Per stemperare la tensione Kate organizza una partita a poker: Sonny si lascia battere per dare morale a Joshua e fra lui e Kate scatta una scintilla romantica.
L’investitore Peter Banning falsifica prove tecniche, denuncia anonimamente Kate e fa bandire gli aggiornamenti.
Furioso, Sonny ha un grave incidente: durante le riprese del Gran Premio di Las Vegas, esasperato dal sabotaggio ai danni della squadra, perde il controllo della sua APXGP all’uscita della Strip: la vettura colpisce violentemente il muro, rimbalza e si arresta pochi metri più avanti. Scende barcollante dall’abitacolo, compie qualche passo sulla via di fuga e sviene; viene quindi trasportato d’urgenza in ospedale per accertamenti. La scena, girata davvero in notturna sul nuovo circuito cittadino, mette in luce quanto le ferite del ’93 lo rendano ancora vulnerabile.
In ospedale Rubén scopre la gravità permanente delle vecchie lesioni e lo licenzia “per la sua sicurezza”.
Banning gli offre un posto nel team che vuole rilevare, ma Sonny rifiuta con un emoji del dito medio.
Abu Dhabi – l’ultima corsa
La FIA scagiona Kate, gli upgrade tornano legali. Joshua chiede scusa, Sonny firma una liberatoria “da avvocato di Tijuana” e ottiene di correre l’ultima gara. Joshua parte forte ma le gomme crollano.
Un contatto fra Sonny e George Russell causa bandiera rossa e permette gomme fresche a entrambi gli APXGP.
Alla ripartenza Sonny finge un attacco a Hamilton per aprire spazio a Joshua; Hamilton e Joshua si toccano e finiscono fuori, lasciando pista libera a Sonny che taglia per primo il traguardo e salva la scuderia dalla vendita.
Epilogo e scena post-crediti
Sul podio Rubén urla «Siamo i migliori del mondo!»; Toto Wolff offre un sedile Mercedes a Joshua, che resta fedele ad APXGP.
Sonny e Kate si promettono di rivedersi; il veterano ribattezza Joshua “Swan”, osserva per la prima volta la sua carta portafortuna e riparte col vecchio furgone.
Nei titoli di coda lo vediamo correre pro bono la Baja 1000 su un dune buggy: per lui contano solo la strada e l’amore assoluto per la guida.