L’Infanzia e la Scoperta della Passione Spaziale
Il film si apre con un’ampia inquadratura del Smithsonian National Air and Space Museum, dove vediamo il giovane Elio Solís, un ragazzo di 11 anni dai capelli castani disordinati e occhi grandi ed espressivi.
È un orfano che ha perso i genitori in tenera età, un trauma che definisce la sua profonda solitudine.
Cammina accanto alla sua tutrice Olga Solís, il Maggiore dell’Air Force, una donna dalla postura militare impeccabile che indossa l’uniforme da ufficiale altamente decorato della base aerea di Montez.
Elio si ferma davanti all’esposizione del Voyager 1, i suoi occhi si illuminano mentre osserva il modello della sonda spaziale.
Rimane particolarmente folgorato dalla mostra chiusa dedicata al Golden Record e alla possibilità di contattare altre forme di vita.
La telecamera si avvicina al suo viso, catturando la meraviglia pura mentre ascolta la registrazione di Carl Sagan che parla della ricerca di vita extraterrestre.
In questo momento, vediamo nascere la sua ossessione per gli alieni.
Spesso lo si vede stringere due piccole statuette di astronauti, un simbolo toccante dei genitori perduti e del suo disperato bisogno di connessione.
La Solitudine e l’Incomprensione
La loro esistenza si svolge in un ambiente visivamente austero, dominato da edifici brutalisti in cemento, ettari di asfalto e una tavolozza di colori deliberatamente spenta, composta da toni di marrone, blu e grigio.
Questo mondo monocromatico serve a enfatizzare lo stato interiore di Elio.
L’abbigliamento del ragazzo, eccentrico e colorato, crea un netto contrasto con l’ambiente circostante, dipingendolo come un “alieno sulla Terra” ancor prima che lasci il pianeta.
Negli anni successivi, seguiamo Elio mentre cresce.
Le scene mostrano la sua routine notturna: esce di casa sotto il cielo stellato, cammina lungo una spiaggia deserta e si distende sulla sabbia, guardando le stelle con un’espressione di profonda solitudine.
Con le sue piccole mani, traccia messaggi nella sabbia, sperando che qualche alieno li veda dall’alto.
Durante il giorno, vediamo Elio a scuola, sempre seduto da solo durante la pausa pranzo, mentre gli altri bambini giocano in gruppi.
I suoi quaderni sono pieni di disegni di UFO e creature aliene immaginarie.
Il nucleo del conflitto emotivo risiede nel divario tra il sacrificio di Olga e la percezione che Elio ne ha.
Olga ha rinunciato al suo sogno di diventare un’astronauta per prendersi cura del nipote, un fatto che emerge ripetutamente nelle conversazioni con i suoi colleghi.
Tuttavia, Elio non interpreta questo gesto come un atto d’amore, ma come la causa della rovina delle ambizioni della zia, sentendosi colpevole e responsabile.
L’Incidente e il Messaggio nello Spazio
L’alienazione di Elio viene mostrata attivamente attraverso le interazioni con i bulli della sua scuola, Bryce e il suo amico Caleb.
Una sera, mentre Elio è sulla spiaggia con la sua radio ham, cercando di captare segnali dallo spazio, appare Bryce, un bullo più grande di lui, accompagnato da Caleb.
Bryce strappa la radio dalle mani di Elio, ridendo dei suoi “giochetti con gli alieni”.
Elio, disperato, cerca di riprendersi la radio, ma nella colluttazione che ne segue, cade violentemente, colpendosi l’occhio sinistro contro la radio stessa.
Per le successive due settimane, Elio indossa una benda bianca sull’occhio sinistro, che diventa un elemento visivo ricorrente nel film.
Olga, frustrata dal comportamento sempre più isolato di Elio, decide di portarlo alla Base Militare di Montez dove lavora.
Vediamo Elio camminare tra hangar enormi pieni di aeroplani militari, i suoi occhi spalancati dalla meraviglia.
Incontra Gunther Melmac, un teorico della cospirazione dall’aspetto eccentrico con capelli scompigliati e occhiali spessi, che lavora come tecnico della base.
Melmac spiega eccitato a Elio che i computer hanno intercettato quello che sembra essere un messaggio da un altro pianeta, ricevuto tramite il Voyager 1.
Quella notte, Elio si intrufola nella sala di controllo della base.
Vediamo le sue piccole mani che digitano sulla tastiera, mentre il monitor mostra onde radio misteriose.
Con determinazione, invia un messaggio nello spazio: “Okay, bye, I love you” – parole semplici ma cariche di tutto il suo desiderio di connessione.
Immediatamente, tutti i sistemi della base vanno in blackout.
Olga, furiosa per l’incidente, decide di mandare Elio al Campo Estivo Carver Academy.
L’Abduzione e il Communiverse
Al campo, Elio scopre con orrore che anche Bryce e Caleb sono lì.
Una sera, mentre Elio corre per sfuggire a un altro scherzo crudele, accade qualcosa di straordinario: il tempo sembra rallentare, le foglie sospese in aria, i rumori che si attutiscono.
Nel cielo si apre un portale luminoso, un vortice di luce azzurra che pulsa come un cuore gigante.
Elio viene trascinato nel portale.
Quando si ferma, si trova nel Communiverse, un luogo che sfida ogni immaginazione: quattro dischi planetari giganti ruotano attorno a un nucleo centrale di pura energia.
Ogni disco rappresenta un diverso bioma: uno acquatico con oceani cristallini, uno forestale con alberi alti come grattacieli, uno ghiacciato con montagne di cristallo, e uno lavico con fiumi di magma dorato.
È una struttura immensa e vibrante, un’esplosione sensoriale di colori impossibili che non esistono sulla Terra.
Elio atterra goffamente sulla piattaforma centrale, dove incontra OOOOO, un supercomputer liquido senziente che appare come una massa gelatinosa blu capace di trasformarsi in qualsiasi forma.
OOOOO si presenta ondeggiando e creando forme diverse – prima una sfera, poi un cubo, poi assumendo vagamente la forma di un volto.
OOOOO gli dà il benvenuto nel Communiverse, un’organizzazione interplanetaria che funge da versione cosmica delle Nazioni Unite.
Fornisce a Elio un piccolo disco argentato che si attacca al suo petto, permettendogli di respirare e muoversi normalmente nell’ambiente alieno.
Gli Ambasciatori e la Minaccia di Grigon
Elio viene condotto in una sala immensa dove incontra gli Ambasciatori.
A causa di un malinteso legato al messaggio che ha inviato, gli ambasciatori alieni riuniti lo identificano erroneamente come il leader del pianeta Terra.
Ambasciatore Questa, alta 4,5 metri, ha l’aspetto di un elegante drago marino frondoso con scaglie iridescenti che cambiano colore a seconda delle emozioni.
I suoi occhi sono grandi e saggi, e quando parla, la sua voce risuona direttamente nella mente di Elio attraverso la telepatia.
Terrorizzato all’idea di essere rimandato alla sua vita solitaria, Elio decide di non correggere l’errore e abbraccia la menzogna.
La gioia di Elio viene interrotta dall’arrivo di Lord Grigon, il signore della guerra Hylurgiano.
La sua nave appare come una montagna di metallo nero che oscura il cielo del Communiverse.
Grigon stesso è terrificante: un verme gigantesco ricoperto di una corazza tecnologica high-tech, con occhi che brillano di rosso malvagio.
La sua voce rimbomba minacciosa mentre chiede di essere ammesso nel Communiverse.
Quando rifiutano la richiesta di Grigon, la sua rabbia è palpabile, minacciando di tornare con le sue armate per conquistare il Communiverse con la forza.
Elio, con la spavalderia tipica di un bambino di 11 anni, si offre volontario per negoziare con Grigon.
Rimuove la benda dall’occhio, mostrando una piccola cicatrice, e la presenta come prova delle sue “cicatrici di battaglia”.
Gli ambasciatori sono inizialmente scettici, ma la determinazione di Elio è contagiosa.
OOOOO crea rapidamente un clone di Elio, “Altro Elio”, che viene mandato sulla Terra per prendere il posto dell’originale.
Vediamo Altro Elio che atterra al campo estivo, comportandosi in modo leggermente diverso – più sicuro di sé, meno goffo.
L’Amicizia con Glordon e i Piani di Inganno
Elio viene trasportato sulla nave madre di Grigon, un ambiente dark e industriale che contrasta drasticamente con la bellezza del Communiverse.
I corridoi sono stretti e opprimenti, illuminati da luci rosse che pulsano come arterie.
Elio trova un “Manuale Universale per l’Utente”, una guida aliena alle negoziazioni diplomatiche, e studia intensamente mentre viaggia verso il pianeta natale di Grigon.
Il tentativo di negoziazione di Elio fallisce miseramente quando insulta involontariamente le capacità genitoriali di Grigon.
Viene gettato in una prigione buia, dove incontra Glordon, il figlio di Grigon.
Glordon è l’opposto di quello che ci si aspetterebbe dal figlio di un signore della guerra: una creatura tenera e paffuta che ricorda un tardigrado gigante, con colori viola e verdi, senza occhi visibili ma con una bocca piena di denti piccoli e non minacciosi.
La sua pelle cambia colore a seconda delle emozioni: viola brillante quando è felice, verde quando è preoccupato, grigio quando è malato.
È gentile e pacifico, riluttante a seguire le orme guerriere del padre.
I due ragazzi legano immediatamente, accomunati dai sentimenti di solitudine e incomprensione da parte delle loro figure genitoriali.
Vediamo un momento di pura tenerezza quando Glordon aiuta Elio a scappare, guidandolo attraverso tunnel lavici pericolosi.
In una scena particolarmente memorabile, Elio si nasconde nella bocca di Glordon per evitare la lava, e i due ridono insieme nonostante il pericolo.
Tornati al Communiverse, Elio mette in atto il suo primo piano: usa Glordon come “pedina di scambio” contro Grigon.
Per rendere credibile la “tortura”, Elio fa il solletico a Glordon, che ride incontrollabilmente.
La scena è sia comica che tenera, mostrando l’innocenza di entrambi i bambini.
Grigon, vedendo il figlio in pericolo, accetta di ritirarsi.
Tuttavia, Elio, non volendo separarsi dal suo nuovo amico, escogita un piano più elaborato: utilizza la tecnologia del Communiverse per creare un clone di Glordon.
OOOOO crea un clone di Glordon, mentre il vero Glordon viene nascosto in una navetta di fuga.
Elio consegna il clone a Lord Grigon come merce di scambio definitiva, sperando di ingannarlo per sempre.
Tuttavia, Grigon riconosce immediatamente il clone quando questo mostra entusiasmo per la guerra, qualcosa che il vero Glordon non farebbe mai.
Furioso per l’inganno, Grigon distrugge il clone con un colpo della sua arma e manda le sue truppe a cercare il figlio vero.
Questa, delusa dal tradimento di Elio, decide di rimandarlo sulla Terra.
Mentre Elio viene trasportato via dal Communiverse, vediamo lacrime nei suoi occhi – ancora una volta, ha perso un posto dove si sentiva accettato.
Nel caos che ne segue, Glordon attiva accidentalmente la navetta di salvataggio, che parte e imposta una rotta diretta verso la Terra.
Un Elio devastato viene riportato sulla Terra, atterrando di nuovo al campo estivo.
Sulla spiaggia ritrova Olga, ma non è sola.
Con lei c’è “l’Altro Elio”, il clone di se stesso che gli alieni avevano creato e mandato al suo posto.
Quando Elio appare, Olga lo riconosce immediatamente come il suo vero nipote.
In una scena carica di tensione emotiva, Olga rivela di aver sempre saputo di essere con un clone.
Inizialmente, Olga inizia a legare con Altro Elio, ma nota che è diventato troppo diverso dal suo nipote – più socievole e compiacente dopo solo un giorno di campo.
Diventando sempre più sospettosa del suo comportamento anomalo, una sequenza inquietante, girata con la tensione di un film dell’orrore, la mostra nel suo laboratorio alla base militare.
Vediamo Olga che prende con delle pinzette un capello caduto dal presunto Elio, lo posiziona su un vetrino e lo osserva attraverso un microscopio ad alto ingrandimento.
Sullo schermo del microscopio vediamo la struttura cellulare anomala – non umana ma artificiale, con pattern geometrici che rivelano la natura aliena del clone.
Confermati i suoi sospetti, quella notte Olga entra nella camera di Altro Elio.
Con gesti delicati ma determinati, solleva la benda dall’occhio sinistro, rivelando la verità definitiva: sotto la benda c’è solo un occhio normale, non la ferita che il vero Elio aveva riportato nella lotta con i bulli.
Altro Elio si sveglia e, vedendo di essere stato scoperto, inizia a spiegare la sua vera natura.
La sua consapevolezza che quello non fosse il vero Elio, dimostrata sia dall’analisi scientifica che dall’assenza della ferita caratteristica, è una potente dichiarazione sull’amore incondizionato e sulla conoscenza profonda che Olga ha del suo nipote.
La riunione è emotiva: Elio confessa tutto a Olga, spiegando della sua avventura spaziale e del suo amico alieno in pericolo.
Olga, inizialmente scettica, si convince quando Altro Elio si dissolve spontaneamente in una pozzanghera di liquido azzurro.
Questo momento di verità abbatte il muro tra zia e nipote.
Finalmente si riconciliano, riconoscendo il loro lutto condiviso e il profondo affetto che li lega.
La loro riunione viene interrotta dalla notizia che la navetta di Glordon si è schiantata ed è stata messa in quarantena nella base militare.
Elio e Olga scoprono che Glordon, non essendo adattato all’atmosfera terrestre, sta morendo di ipotermia all’interno della navetta sigillata.
Vediamo Glordon che giace immobile nella navetta, il suo corpo che trema per l’ipotermia, la sua pelle che ha perso i colori vivaci, diventando grigio pallido.
Per creare un diversivo, “l’Altro Elio” compie l’estremo sacrificio.
In una scena che è allo stesso tempo comica e grottesca, il clone si scioglie e si decompone in uno stile da “body horror”, distraendo le guardie militari mentre fa un ultimo pollice in su – un chiaro omaggio visivo alla morte del T-800 in Terminator 2.
Con le guardie distratte, Elio e Olga, che ora lavorano come una squadra, si infiltrano nella base, salvano Glordon e requisiscono una navetta-sfera aliena per fuggire dalla Terra.
Con l’aiuto di Bryce (che si è redento dopo aver assistito agli eventi) e Melmac, pilotano attraverso un campo di detriti spaziali verso il Communiverse.
Il viaggio è pericoloso: meteoriti che si schiantano contro la navetta, sistemi che si guastano, e Glordon che sta morendo.
Elio tiene la mano di Glordon, sussurrandogli parole di incoraggiamento mentre Olga pilota con abilità militare attraverso il campo di detriti.
La squadra che salva la situazione è composta da tutti i personaggi disadattati del film, precedentemente isolati o emarginati, uniti in un unico atto di eroismo collaborativo.
Quando raggiungono il Communiverse, arrivano appena in tempo.
Portano Glordon morente da suo padre.
Grigon vede il figlio morente e, in un momento di pura vulnerabilità, il signore della guerra commette l’atto più tabù della sua cultura: rimuove la sua corazza sacra.
Vediamo per la prima volta Grigon senza la sua armatura – non un mostro, ma un padre disperato.
Avvolge Glordon nelle sue ragnatele naturali, un gesto di puro amore paterno.
Glordon, rianimandosi lentamente, confessa al padre di non voler diventare un guerriero.
La risposta di Grigon è il momento più commovente del film: “Ti ho sempre amato per quello che sei, non per quello che pensavo dovessi diventare.”
La telecamera cattura lacrime nei suoi occhi mentre abbraccia il figlio.
Grigon rilascia tutti gli ambasciatori che aveva catturato e firma un trattato di pace con il Communiverse.
Questa arriva per dare a Elio la medaglia di ambasciatore ufficiale, un disco dorato che brilla di luce propria, specificando che è un riconoscimento per il suo atto di amore sacrificale verso l’amico.
Tuttavia, Elio realizza che il suo vero posto è sulla Terra con Olga.
Il suo viaggio attraverso l’universo gli ha fatto capire che “casa” non è un luogo fisico, ma il legame emotivo con i suoi cari.
Guarda la medaglia, poi guarda Olga, e con un sorriso dice: “Non è un addio, è solo ‘non ora’.”
Il film si conclude con una scena spettacolare: l’intero Communiverse appare nel cielo sopra la Terra, visibile a tutti.
Elio e Olga atterrano mano nella mano, mentre una folla di persone – inclusi Bryce e Caleb, ora rispettosi e ammirati – li accoglie.
La telecamera si allontana lentamente, mostrando Elio e Olga che camminano insieme verso il tramonto, mentre il Communiverse brilla ancora nel cielo come una promessa di avventure future.
Durante i titoli di coda, vediamo Elio e Bryce (ora diventati amici) che usano la radio ham per comunicare con Glordon.
Sentiremo la voce di Glordon attraverso le onde radio, che racconta delle sue nuove avventure nel Communiverse, mantenendo vivo il legame tra i due mondi.
La scena finale mostra una lucertola che tocca ripetutamente l’emoji di una lucertola su un cellulone, rivelando essere un teaser per il prossimo film Pixar “Hoppers”.